Forse alcuni di voi - da bravi hacker - già conoscono la possibilità offerta da Twitter attraverso le sue API di poter selezionare i tweets in base alla posizione del loro autore. Ad esempio, puntando il nostro browser alla seguente url:

   http://search.twitter.com/search?geocode=40.757929%2C-73.985506%2C25km

vedremo tutti i tweet degli utenti di New York (ok, solo di quelli entro i 25km dal supposto centro della città…).

esempio twitter api

L’uso della precedente API è semplicissimo: dobbiamo solo immettere latitudine, longitudine, raggio.

Sfortunatamente cercherà i tweet in base alla posizione (registrata) dal proprio autore, e questa non è dinamica. Se io mi sposto con il mio iPhone e volessi pubblicare un tweet su qualcosa che sta succedendo adesso e qui non potrei farlo.

Fortunatamente però, Twitter ha recentemente annunciato che introdurrà a breve la georeferenziazione a livello di tweet. E ciò rappresenta un GRANDE MIGLIORAMENTO:
saremo in grado di seguire i tweets fisicamente più vicini a noi in un certo momento. Le opportunità di ciò sono molto ampie…

L’unica “preplessità” è relativa al formato utilizzato: gli attuali 140 caratteri non sono poi molti per poter inserire anche le informazioni sulla georeferenziazione. Sarebbero necessari infatti: 9 * 2 cifre = 18 caratteri (per latitudine e longitudine) e probabilmente ulteriori 5 caratteri per il raggio (es: 25km, 500mt, 1ml, 1.5km). In totale fanno 23 caratteri… che lascerebbero a disposizione solo 117 caratteri per i nostri tweet: non iniziano ad essere pochi?

Forse qualche “geolocation shortener service” (del tipo http://bit.ly or http://tinyurl.org) nascerà prima di quanto possiamo immaginare e forse - è solo una mia (simpatica) supposizione - l’ isola della Réunion (formalmente un territori d’oltreoceano dell’Unione Europea, con il proprio dominio di primo livello .re) guadagnerà in popolarità con uno dei suddetti servizi, attraverso una cosa del genere:at:

  http://the.re/rome
  http://the.re/london
  http://the.re/nyc/bronx

Ok, è solo una capriola mentale. ;)

Un interessante post sulle prospettive del modello di business di Twitter si trova qui (kudos a Dan Yoder).



Recentemente RailsMagazine ha pubblicato un mio articolo su un framework Ruby “alternativo” per le applicazioni web: Waves.

04.05.2009

Ho il piacere di annunciare la nascita di RailsBridge.

Che cosa è?

La Mission di RailsBridge è: Creare una community Rails amichevole ed inclusiva.

Le linee guida sono:

  • Anzitutto non far danni. Quindi, aiuta come puoi.
  • Riduci la distanza tra un aspirante sviluppatore ed un membro attivo della community, attraverso mentoring, tutoring e diffusione della conoscenza.
  • Raggiungere singoli e gruppi non adeguatamente rappresentati nella community.
  • Collaborare con altri gruppi aventi obiettivi simili.

Praticamente come un gruppo più o meno vasto di appassionati, stiamo pianificando il lancio e la promozione di diverse iniziative, tra cui: workshops, mentoring sui progetti, revisioni del codice, corsi di base su Rails, etc.

Perché?

Secondo la mia personale opinione, c’è una certa “confusione” su quello che viene precisamente fatto all’interno della comunità internazionale di Rails, così ritengo sia meglio iniziare ad effettuare dei “miglioramenti”.

Come?

Se siete interessati, vi invito a visitare i seguenti link:

  • http://railsbridge.org
  • RailsBridge Google Group
  • @railsbridge

Forse potreste aiutare direttamente la comunità Rails, la vostra comunità ;).